Plasticità Cerebrale:
Cosa succede al cervello quando non sentiamo più?

La perdita dell’udito determina numerosi problemi.

Cosa accade al nostro cervello quando non sentiamo più?

 

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Il cervello, oltre alle sue straordinarie funzioni, ha la capacità di “riorganizzare” i neuroni e di dedicarli alle zone cerebrali demandate agli altri sensi, in particolare la vista e il tatto.

 

Il fenomeno prende il nome di Plasticità Cerebrale.

Entrando più nel dettaglio, sappiamo come i neuroni abbiano la capacità di creare connessioni fra di loro. Quando uno dei sensi fondamentali come l’udito viene meno, le cellule neuronali creano nuove connessioni, incrementando le funzioni sensoriali degli alti organi.

Questo avviene quando la perdita uditiva è agli esordi ma è più consistente in età avanzata, quando si presentano problemi di presbiacusia.

 

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L’importanza della stimolazione acustica

Il cervello consente alle aree cerebrali dedicate all’olfatto e alla vista, di reclutare i neuroni deputati precedentemente all’udito. Ciò avviene perché, nell’ottica della compensazione messa in atto dal cervello, i neuroni dell’udito che non vengono più stimolati, causa l’assenza di segnale da elaborare,  non vengono eliminati o esclusi, ma riutilizzati per rispondere agli stimoli ambientali ben recepiti dai altri sensi.

 

Diagnosi precoce

Abbiamo già detto in più occasioni quanto sia importante venire a conoscenza il prima possibile di problemi uditivi, specialmente in questo caso, per evitare tempestivamente la riorganizzazione cerebrale. Come sappiamo moltissime persone che hanno problemi di udito non ricorrono ad una soluzione perché sottovalutano il problema, anche sapendo che l’udito ha un ruolo più che centrale anche a livello cerebrale.

 

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Sordità neonatale

Il discorso vale anche per e soprattutto i bambini nati con problemi di udito. Bisogna intervenire nei primi mesi di vita per garantire la formazione delle normali e opportune connessioni tra i neuroni.

 

Declino cognitivo

 

anziano

 

La sordità genera una progressivo declino cognitivo causando problemi alla memoria, all’elaborazione e al ragionamento. Per scongiurare ogni tipo di problema è bene utilizzare gli apparecchi acustici.

I dispositivi audioprotesici, non solo permettono di sentire ma, soprattutto, consentono di capire, così da stimolare il ripristino di quelle connessioni neuronali che erano andate perse durante gli anni nei quali non abbiamo coinvolto, a causa dell’ipoacusia, le aree cerebrali che si occupano dell’udito.

 

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giugno 27, 2018 Articoli, News , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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